Il naso seguiva il corpo curioso nella sua passeggiata dei ricordi.
Annusava l’aria avidamente per scoprire l’odore buono dei ricordi, l’odore della cose buone che avevano attraversato la sua vita.
L’odore della mamma, uno dei primi ricordi. Un odore caldo, dolce e gonfio di coccole, impastato con le lacrime dei primi pianti e con il calore dei sorrisi felici.
L’odore dell’erba tagliata, verde e aspro che lasciava quasi un sapore in bocca.
E’ l’odore della primavera e dell’estate. L’ odore della libertà.
L’odore del pane appena sfornato che entra nelle narici e va direttamente in bocca e ci riporta indietro a momenti di vera serenità.
E’ un odore invadente, che non lascia scampo, ma piacevole.
E’ l’odore della sazietà, della pancia piena.
L’odore della legna che brucia nel camino o nella stufa e sa di calore ,di tranquillità, di persone care e di buoni libri.
E’ l’odore dello stare insieme o del vivere bene la solitudine.
Lo porta con sé il fumo del camino spargendolo a piene mani tra la gente.
L’odore delle lenzuola stese al sole, in cui affondi la faccia e respiri a pieni polmoni i raggi che si sono posati sulla tela.
E’ l’odore di pulito, di nuova energia, odore di rinascita.
L’odore del temporale, quello che avverti quando l’aria ne è gonfia, impregnata e ti racconta quello che verrà. E’ un odore umido e fresco.
L’odore del caffé, del cappuccino e dei dolci che li accompagnano che proviene dai bar e dai caffé e arriva come una zaffata di calore e energia, nelle mattine fredde; come una promessa di pigra sosta quando fa caldo.
L’odore della neve che racconta i silenzi di un paesaggio finalmente quieto e al sicuro sotto una coperta bianca.
L’odore dell’arancia sbucciata che è frizzante e allegro come una sferzata di energia e ti fa venire l’acquolina in bocca.
L’odore della cannella che ti riporta sulla lingua il sapore della piacere vellutato, sensuale e goloso.
L’odore dei funghi che sale dalla terra umida di un bosco e racconta quello che non si vede, o non si vede ancora.
L’odore della salsa di pomodoro che corre tra i balconi di un vicolo e investe i passanti del sapore del sole.
L’odore delle stanze appena riverniciate che promette un futuro ancora da scrivere.
L’odore del legno nella bottega del falegname, odore buono della fatica e dell’abilità, della forza e della pazienza.
L’odore del tabacco da pipa o del sigaro traccia di una vita senza affanni, vissuta con la tranquillità di chi sa raccontare storie bellissime.
L’odore del mare che riempie le narici e i ricordi di acqua e di avventure.
L’odore della bottega del fioraio fatto di tanti profumi mescolati insieme e di un odore di acqua stagna, vita e morte insieme …
L’odore delle foglie della pianta del pomodoro che si fissa sulle tue mani,lungo la striscia verde che emana questo aspro e intenso segnale.
L’odore della carta che racconta la storia di qualcuno che ha scritto o di qualcuno che legge.
L’ odore della terra sulla quale cammini, che smuovi con le mani.
L’odore di una tersa giornata di primavera sulle pendici di una collina fiorita di ginestre, che mette allegria.
L’odore della lavanda , che racconta un’oscurità fresca e pulita e al tempo stesso profuma l’aria di colore intenso e di sole che batte su colline scoscese.
Ciao! Eccomi arrivata. Ho lasciato tutti i miei scritti in un angolo e comincio ad arieggiare l’ambiente, immaginando come disporrò le parole.
Forse dovrei presentarmi. Difficile farlo in modo originale, ma le sfide non mi hanno mai spaventato.
Presentazione dal punto di vista del mondo formale .
Sono una donna che ha passato gli anta, porto occhiali spessi, non mi trucco, non sono quel che si dice una modella, parlo a voce alta, faccio un lavoro bistrattato ma creativo, sono sposata, non ho figli, ho moltissimi amici e amiche. Sono vulcanica, irruente, parlo troppo, canto scrivo ballo, sono un assoluta frana nelle arti femminili.
Presentazione dal mio punto di vista:
Allegra e ironica, faccio spesso incursioni nella malinconia. Mi affascina la vita in tutti i suoi aspetti. Prendo fuoco come un cerino e mi spengo altrettanto velocemente. Questo mi porta spesso a dover chiedere scusa.
Non sono bella , ma mi piaccio e do grande importanza alle potenzialità del cervello. Sono molto tenace e determinata ; qualche volta sconfino nella prepotenza ma con l’avanzare dell’età sempre meno.
Chi mi vuole bene mi presenta così:
Disponibile, confusionaria, permalosa, intelligente, sensibile, testarda.
Chi mi detesta mi presenta così:
Categorica, spietata, schietta, anche troppo, ruvida.Un elefante in una cristalleria, per giunta dotato di voce potente e loquela fluente. Una iattura.
Chissà quanti altri punti di vista si potrebbero trovare!